martedì 6 novembre 2012

Una maestra e una mamma

Oggi mi sono soffermata su questa lettera scritta da un'insegnante di cui non conosco il nome e che ho trovato per caso in giro per il web, leggetela, ne vale la pena! :)



Sono una mamma e una maestra di scuola primaria quest’anno sono stata nominata sul sostegno di una bimba grave, gravissima e …bellissima. Bene: appena arrivo in classe la maestra prevalente mi avverte "Stai attenta alla madre che cercherà in tutti i modi di tirarti dentro alla sua sofferenza e poi è un po' fissata con il fatto che la figlia può far tutto, capisce tutto ecc." ed io …sto zitta.
Mi dice che dobbiamo andare a visitare un posto con la classe e che la mamma si è "fissata" col fatto che debba andarci anche la figlia… sto zitta ancora e intanto incrocio gli occhi della bimba che sono quelli della mia e dentro di me le parlo e le dico "stai tranquilla ti ci porto io"

...lei sorride è bellissima… nessuna maestra però che ormai è con lei da tre anni mi dice quali siano le sue competenze o no, la diagnosi funzionale è troppo generica. Usciamo e inizia la visita guidata. La bimba con la sedia a rotelle cerca di spingersi avanti per guardare i quadri, le tele, i dipinti ma la maestra di classe mi dice di tirarla indietro perché leva il posto e la visuale a chi "capisce"...
Resisto e faccio come se non avessi sentito, la porto ovunque e le parlo e le spiego… la maestra mi guarda di sbieco.

Torniamo in classe e mentre tutto il gruppo classe relaziona sull’uscita lei non ha un compito, un libro, niente… e io sono al mio primo giorno e non ho preparato niente.
Poco male mi organizzo, la coinvolgo e chiedo alla sua compagna di banco, una bimba carinissima, di farci sbirciare sul libro lei ci prova ma poi dice che non ha tempo deve lavorare con gli altri.
Merenda: da sola e gli altri in gruppo. Cambio pannolino da panico: i bidelli fanno a gara per non venire, ti cambio io amore, è un'ora che sei con la cacca. Parlo con la maestra dell'anno scorso che mi scarica addosso una serie di cattiverie sulla madre sulla famiglia e sul fatto che non si può lavorare con un handicap così grave. Le chiedo se ha mai usato la CAA o la tecnologia e mi dice che loro del sostegno vengono da una laurea in scienze della formazione e che hanno sostenuto solo quattro esami troppo generici per poter sapere tutto…

RESISTO ANCORA.

Intanto sono completamente innamorata della mia bimba… in lei c’è la mia, la sofferenza della madre è la mia … Le risposte le ho da lei. Uno scricciolo accartocciato su se stesso che indica in modo corretto tutti i colori, le forme, le lettere, i numeri che risponde esattamente a tutte le mie domande con gridolini che capisco e interpreto bene.
Le ho dato mille baci e lei mi ha fatto mille carezze. Alla fine della giornata saluto e la maestra di classe mi dice "comunque sei molto portata ne avevamo bisogno"!
Mi giro e sulla porta dico "corro a casa c'è mia figlia completamente disabile che mi aspetta.

GELO TOTALE.

Oggi sono arrivata con il mio Ipad e con l'aria di quella incavolata, loro, le maestre hanno cercato di recuperare ma io ho detto: "Sentite, io non sono la maestra di questa bimba, io sono una maestra di classe a supporto della classe, la bimba è di tutti, di tutta la classe quindi o si programma insieme o sono cavoli amari. Se vedeste quello che vedo io in lei, se vedeste dentro questo corpo che non risponde una bimba come le altre desiderosa di scoprire di sapere di giocare di interagire allora questa classe sarebbe migliore, voi sareste delle persone migliori e il mondo sarebbe una favola."

La mia bimba si è divertita un mondo con le applicazioni app… tutti i bimbi erano dietro di lei a cercare di capire cosa stesse usando… ho fatto un piccolo gruppo ricreativo e fuori dal suo banco ha potuto far merenda con altri bimbi… le ho portato un libro di favole e le ho detto in un orecchio di leggerlo quando non ci sono così non si sente sola. Ha diciotto ore e quando è senza di me… è sola a guardare il nulla.
Ora sono a casa e guardo mia figlia …e spero e prego che lei possa sopravvivere alle cattiverie e all'ignoranza della gente.

Una maestra e una mamma

Aggiornamento del 16/06/2016: purtroppo non sono più riuscita a risalire alla fonte diretta, il nome dell'insegnante è Sara, ammesso che non sia un nome di fantasia, altro non so dirvi...

12 commenti:

  1. Grazie per questa lettera. Fa decisamente riflettere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie a te per essere passata :)

      Elimina
    2. Sono sempre stata convinta che a scuola ( come in altre categorie professionali) sia tutta questione di "sensibilità" personale...non c'è nessuna "formazione" che possa compensare l' amorevolezza e questa preziosa testimonianza me lo conferma alla grande ! Grazie per la condivisione !!!

      Elimina
  2. Sono mamma e maestra amch'io ed ho una figlia splendida DISABILE. Vi voglio bene e sono con te, la tua splendida figlia e la tua bellissima alunna. Un bacione, buon anno a tutte noi Cristina

    RispondiElimina
  3. Salve sono una giornalista, mi chiamo Alessandra Camarca e sono responsabile della rubrica "Altre Storie" che va in onda ogni giovedì su Radio inBlu, Network promosso dalla conferenza episcopale italiana. Vorrei avere i suoi contatti telefonici per poterla intervistare sulla sua neo esperienza di maestra di sostegno. Puo' mandarmeli tramite email al mio indirizzo di posta elettronica a.camarca@radioinblu.it oppure può chiamarmi al mio numero di redazione 06.66508509 dalle 9 alle 15.00. In attesa di sentirla quanto prima le mando i miei più Cordiali saluti. Alessandra Camarca

    RispondiElimina
  4. Bellissimo questo racconto ! anche io avrei voglia di occuparmi di questi bimbi ma non posso perchè devo costruirmi una carriera per piacere agli altri ! Cmq voglio fare molto o almeno qualcosa per questi ragazzi meno fortunati ma totalmente uguali a tutti gli altri ! un bacio , sei splendida e ti invidio ! Salutami le due bimbe meravigliose ;)

    Michel

    RispondiElimina
  5. Grazie per aver condiviso questa storia. Ma c'è un modo per risalire alla fonte?
    Grazie!
    :-)

    RispondiElimina
  6. Grazie di esistere.....

    RispondiElimina
  7. Mia figlia frequenta la prima media,grazie al sostegno di persone che hanno creduto nel suo "potenziale",sinceramente eravamo un po' scettici sul progetto "scuola media".Ma l'entusiasmo di mia figlia,la costante presenza dell'insegnante di sostegno e dell'assistente,di una classe che ha ben accolto la mia "piccolina",e di tante altre persone che ci sono vicine in ogni momento di scoramento...Continuiamo a vedere buoni risultati,spero che ci siano altre situazioni positive di cui andare fieri in questo nostro paese.Un'abbraccio a tutti !!

    RispondiElimina
  8. Meno male che insegnanti di sostegno così esistono! Quanto alle altre insegnanti di quella classe...mi piacerebbe vivere in un paese in cui fossero pesantemente sanzionate per questo egoismo e menefreghismo. La mancanza di risorse è una questione, la mancanza di umanità, voglia di fare, empatia e speranza è un'altra.
    grazie per questa testimonianza!

    RispondiElimina
  9. Ho un fratello disabile e trovare un insegnante di sostegno valido durante il suo percorso di studi è sempre stato un terno al lotto.
    Purtroppo spesso è tutto il sistema che ci sta dietro a funzionare male.
    Fortunatamente esistono anche bravi insegnanti come quelle della tua lettera, che fanno questo mestiere importantissimo con passione e vocazione.

    RispondiElimina
  10. Perché questa mamma adorabile ed intelligente maestra di sostegno non si licenzia per fare homeschooling a sua figlia? Non è una polemica ma un consiglio

    RispondiElimina